Si chiamano Gianna Carlucci, Costanza Bertini, Paola Collesei e Elisabetta Santi le quattro donne fiorentine che, con la maglia della nazionale italiana, hanno vinto i Campionati Europei di Dragon Boat svoltisi a Brandeburgo in Germania.

 

La medaglia più preziosa del medagliere italiano l’hanno portata a casa proprio loro, vincendo la finale degli equipaggi Over50 sulla distanza dei duemila metri in versione “small boat”, ovvero dieci atleti a pagaiare con a bordo un timoniere e un tamburino a dettare il ritmo della voga.

 

Non vestivano un costume da super-eroe, ma la maglia della nazionale italiana le ha trasformate in una sorta di “wonder women” della pagaia.

 

La chiamata nella squadra rappresentativa italiana non è stata certo una novità per Gianna Carlucci, atleta di altissimo livello, mentre è stata la prima volta e il debutto in una competizione così importante per le altre.

 

Nella vita di tutti i giorni Gianna Carlucci, cinquantunenne medico neurologo, si divide tra l’ospedale di Careggi dove presta servizio e la Canottieri Comunali Firenze. Cintura nera di judo con passati agonistici di rilievo durante gli anni degli studi, Gianna si è dedicata con passione alle maratone e ultramaratone come il celebre e durissimo Passatore, poi è nato l’amore con la pagaia. Da una quindicina d’anni si dedica alle gare di canoa fluviale e Dragon Boat, senza saltare gli appuntamenti più belli con la Polinesiana con cui solca le acque del Mediterraneo. Con sette allenamenti la settimana tra palestra, canoa e dragone, Gianna è arrivata agli Europei in Germania caricatissima e con la sua esemplare voglia di sfidarsi.

 

Quando non sta sul Dragone a pagaiare, invece, Costanza Bertini è una fisioterapista di 53 anni, mamma di due canoisti che l’hanno avvicinata agli sport della pagaia. Galeotta è stata una gara alla Canottieri Comunali tra genitori e figli, quando lei ha scoperto che è estremamente divertente pagaiare e sudare come matti insieme ad altre persone a bordo di quella bella barca cinese. Dopo sei anni dall’inizio della pratica, Costanza si allena tre volte la settimana tra barca e palestra.

 

Anche Paola Collesei ha iniziato la sua attività sull’Arno grazie ad un familiare, nel suo caso il marito Gian Michele Del Bo, appassionato di canoa polinesiana. Paola è sempre stata una sportiva ma ha iniziato a vogare da due anni, trovando il tempo per allenarsi sei volte la settimana fuori dal suo lavoro di capoprogetto in un’azienda informatica. A cinquantaquattro anni la chiamata in nazionale e la vittoria di una medaglia d’oro: niente di impossibile, in soli due anni, quando ci sono tanta passione e tanto allenamento.

 

L’altra campionessa europea che ha scoperto il Dragon Boat grazie al marito, Antonio Bellacci, è Elisabetta Santi, insegnate di cinquantadue anni che pagaia da quattro anni in un crescendo di risultati sportivi. Anche lei alla prima volta in nazionale, per conquistare la maglia azzurra ha partecipato alle selezioni di inizio anno svoltesi tra Roma e Venezia e si è allenata cinque volte la settimana tra barca, corsa e palestra.

 

Per tutte e quattro l’emozione più grande è stata vestire la maglia azzurra e rappresentare l’Italia, scoprendo una bellissima collaborazione sia in barca che fuori dall’acqua con le altre atlete della squadra. L’affiatamento e lo spirito di squadra sono, del resto, il motto e la vera essenza del Dragon Boat, sport dove si suda e si soffre tutti insieme per tagliare il traguardo. Gianna, Costanza, Paola ed Elisabetta hanno fatto questo con lo spirito e la determinazione femminili e portando il giglio di Firenze e della Canottieri Comunali fin sul tetto d’Europa.

 

 

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