Green dragon, pulizia del fiume contro l’inciviltà diffusa

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È stato inaugurato a aprile il dragon boat del progetto Green Dragon, svolto in collaborazione tra il Circolo Ricreativo Culturale dipendenti dell’Università di Firenze e la Canottieri Comunali Firenze, con l’obiettivo di mantenere pulito il tratto d’Arno tra il ponte di Varlungo e la pescaia di San Niccolò con uscite quotidiane di vogatori attenti al recupero di materiale inquinante.

Se nel giro inaugurale è stato accolto con un sorriso il recupero di una bicicletta dall’argine del fiume, è sempre meno divertente constatare il livello di inciviltà di coloro che scambiano l’Arno per una gigantesca pattumiera a cielo aperto.

L’amico e collega di sport della pagaia e del remo Tommaso Pucci ha già raccontato sul web e sui social, ripreso anche da quotidiani locali, come sia mortificante notare la sporcizia lasciata da chi frequenta i bar che si trovano in riva d’Arno.

Siamo costretti a fare altrettanto, recuperando ciò che ci riesce e chiedendo aiuto alle istituzioni laddove non ce la facciamo da soli.

Centinaia di bicchieri di plastica galleggiano sull’acqua, rotolano sul greto del fiume, abbandonati da chi ha consumato una bevuta la sera precedente. Allo stesso tempo, notiamo che i cestini che si trovano nelle vicinanze sono tutti vuoti, inutilizzati.

È una questione culturale, di civiltà e di rispetto.

Ed è mortificante vedere tutta quella sporcizia lasciata come se niente fosse sugli argini del fiume che viviamo in tanti fiorentini, noi appassionati di sport, le famiglie con i bambini, le tante persone che amano passeggiare o leggere un libro in quello spicchio di natura che si trova a pochi passi dai monumenti più belli.

Noi ci siamo, proseguiamo le nostre gite per la pulizia dell’Arno, ma ci piacerebbevedere quel minimo di rispetto per l’ambiente di tutti da parte di chi, invece, lo disprezza con tanta superficiale stupidità.

 

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